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Cambi Fuller

Scritto da THE CROW, 15/03/2009, 15:28

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Twin Spark ha scritto:
Ta daaahhhh.
Ed ora una domanda da un milione di evri, che in altro luogo non ho mai posto per evitare bagni di guano:
Qual' è la marca di suddetti cambi?
Eaton?
Fuller?
Ricordo che sui 190 f 35, c' èra un piccolo adesivo con lo schema delle marce, piazzato sul parabrezza in corrispondenza del lato guida, recante la scritta "Fuller Roadranger", e la sigla identificativa del modello, poi in un angolo, il marchio Eaton.
Sfogliando le vecchie riviste, non sono riuscito a capire se la Eaton sia inglese o americana.
(pure riguardo ai motori Cummins, ho trovato indicazioni contrastanti).
Se mi potete rispondere, vi ringrazio.
VIVA IL FAIRPLAY!


ivanuccio ha scritto:
Il cambio Fuller è prodotto dalla Eaton.Ditta americana,con sede a Kalamazoo,nel Michigan.


^Attila^ ha scritto:
Ti spiego come è il mio:
Hai un primino e 4 marce + RM
Allora partiamo dalle ridotte, metti la levetta che hai a sinistra della leva del cambio tutta indietro (hai tre posizioni). Parti e utilizzi a tuo piacimento le marce che ti servono. Poi metti al centro la levetta (marce normali), metti la prima e così di seguito. Quando invece sposti la levetta tutta in avanti non serve che cambi marcia basta che premi la frizione oppure lasci e ridai l'acceleratore (se il cambio è ok). Quest'ultima posizione serve per allungare un pò le marce es.:

sono in 1° normale e la levetta è posizionata al centro, premo la frizione e metto avanti la levetta, rilascio la frizione e ho inserita la 1° lunga.



Piergigio ha scritto:
Secondo me lo fanno credere che sia un cambio difficilissimo. Cioè...alla fine è un cambio come un altro. Magari non essendo sincronizzato devi avere orecchio e sensibilità per la doppietta e per far entrare la marcia al momento giusto...onde evitare grattate e folle in discesa per esempio...ma non penso che sia tutto questo mostro ingovernabile che solo chi è sui camion da....bla bla bla ( la storia la conosciamo)



^Attila^ ha scritto:
Hai ragione Piergigio. Io sono andato a prende il mio 190 che nessuno mi aveva spiegato come funzionasse e dato che nella mia famiglia nessuno ha mai guidato un camion oltre il lupetto e 60-10...tu gia immaginerai come sono arrivato a casa!!! Madò che paura!!! Mi ci ha voluto un mese, ma ho imparato uguale :D


Twin Spark ha scritto:
Non è molto più complicato rispetto al cambio Scania a 14 marce (12+2 per i puristi).
Il problema maggiore, è dato dal fatto che non è sincronizzato, e questo richiede un pò di pratica per effettuare le cambiate al giusto regime.
Considerato che fino al 1984, (quando lo ZF venne largamente impiegato sui turbostar) era il cambio standard per i mezzi Iveco (ed anche Renault), e che molti autisti erano degli autentici "scarponi", mi viene da pensare che non è poi così difficile da usare.
Io non sono autista, non ho la patente c, però mi è capitato di fare qualche manovra con il 170 nt33 , e vari 190 eppure le marce le ho sempre buttate dentro senza problemi.
I cambi montati sui vecchi trattori agricoli sono molto peggio.
E poi, se lo riescono ad usare gli americani............
Per tornare al modo di funzionamento, si può dire che la griglia ha 6 posizioni:
in avanti a sinistra la retromarcia
In dietro a sinistra la prima extralenta (o Crawler, o primino, marcia di spunto ecc...)
Poi le 4 marce, hanno la classica suddivisione ad H.
Nella gamma bassa (il pomello a tre posizioni sul settore I ) si mettono le 4 marce in sucessione.
Poi passando alla gamma alta (pomello sul II), si hanno altre 8 marce che vengono inserite sulla medesima griglia, alternando la posizione del pomello (dalla posizione II alla III).
Ricapitolando:
1^ (1-I); 2^ (2-I); 3^ (3-I); 4^ (4-I); 5^ (1-II); 6^ (1-III); 7^ (2-II); 8^ (2-III); 9^ (3-II); 10^ (3-III); 11^ (4-II); 12^ (4-III).
IL primino va usato solo in posizione I.

Sulle versioni più recenti, il selettore di gamma,(equivalente al passaggio dalla posizione I alla II) è sostituito da una levetta separata, mentre Il passaggio dalla II alla III, viene fatto con un pomolo a sole 2 posizioni.

Il selettore a 3 posizioni, era usato in europa, mentre negli stati uniti, hanno sempre usato un selettore con i due interruttori separati:
http://www.youtube.com/watch?v=IrkTgQ3m ... re=related



Naturalmente, il vero autista, è quello che riesce a saltare le marce(quando serve), a scalare in condizioni difficili (salite o discese ripide), e per queste operazioni, ci vuole pratica.
E per fare pratica, non c' è che provare; e provando ci stà anche l' errore




Struck ha scritto:
Cambio fuller ...sigh ...il mio primo cambio....il primo amore non si scorda mai. :D Ho imparato nel cortiletto di casa su un 180-26 con motore aspirato 13000 cc. che rombo che forza...avevo sei anni ...che grattate :lol: :lol: :lol: ...tanto era quasi indistruttibile. Era solo un 4 + 4...ma era una soddisfazione immensa riuscire ad innestare le marce. Ci sono state parecchie versioni dei cambi fuller ed ognuna nuova dava un piccolo miglioramento. La prima era talmente spartana che sembrava impossibile ...poi hanno aggiunto il freno sul cambio nell'ultimo cm della frizione e si è migliorato non di poco...poi si è arrivati al twin splitter ...e quasi ti dimenticavi la frizione ...ed alla fine il samt ...che praticamente cambiava da solo. L'unico cambio che io conosca con due alberi ausiliari. stop !!!....mi fermo e saluto o divento logorroico :D :D :D

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funzionamento cambio ZF - ECOSPLIT

Scritto da THE CROW, 14/03/2009, 21:43

Pubblicato su TRUCK WORLD AREA TECNICA | Risposte: 33 - Visite: 12196 - Letto

Twin Spark ha scritto:
Il video più indicato, è questo:
http://it.youtube.com/watch?v=iso-vxitO ... re=related
Alfamille, ti saprà dire di più, sicuramente.


_________________________________________________________________

Prima di tutto l'aria che senti ad ogni cambiata, oltre agli innesti servoassistiti, è la frizione che scarica aria. Da fermo prova a schiacciare la frizione e sentirai il tipico soffio quando rilasci.

Per il discorso doppietta:
come ha spiegato piergigio per sommi capi serve ad agevolare l'innesto dei rapporti, anche se lo ZF essendo sincronizzato non ne avrebbe bisogno; anzi, per ridurre i consumi di carburante sarebbe meglio non farla, è spesso un'abitudine che hanno gli autisti "di vecchia data" che ormai abituati, continuano a farla.

Questo è lo ZF [schema proveniente dagli archivi ZF]
Immagine


L'architettura del cambio è a "contralbero". Ovvero vi è un albero primario e un albero secondario (che ruota, inutile dirlo, in senso contrario).
Lo schema è alquanto semplice. Vi sono 4 ruote dentate (nello schema: 3-4-5, e presa diretta) che rendono possibile le 4 Velocità principali. Queste ruote dentate vengono rese solidali all'albero mediante i sincronizzatori, avviene cioè quando si sposta la leva da una posizione all'altra (es.dalla 1a alla 2a)

Immagine

Lo schema poi mette in evidenza le due coppie di ruote che "danno vita" allo splitter, la 1 e la 2.
Entrabe le coppie sono sempre in presa, e il moto passa attravero una coppia o attraverso l'altra a seconda della posizione del manicotto blu evidenziato dalla figura, ora è spostato a sinistra, quindi è selezionata una marcia corta (splitter giù). Per passare a una marcia lunga bisogna spostarlo a destra, "facendo passare il moto" attraverso la coppia 2 (splitter su).
per passare da una marcia corta a una lunga è sufficiente selezionare la posizione con lo splitter, e premere la frizione. Il sistema permette di selezionare una marcia per la cambiata successiva.

Lo schiaffo invece è il cambio di gamma, cioè la ripetizione di tutte le marce ma con un rapporto più lungo/corto.
Ciò è permesso dal rotismo epicicloidale 7. Come tutti i rotismi ha la possibilità di ridurre o aumentare molto il rapporto di trasmissione in modo molto compatto.
Lo si aziona spostando la leva del cambio dalla folle (N) a destra o a sinistra, oppure selezionandolo con la levetta se le H sono sovrapposte.

Così si parte da una base di 4 rapporti, per 2 (splitter), per 2 (riduttore) [4x2x2], ottenendo così 16 rapporti.

La presa diretta avviene rendendo solidale l'albero di entrata e l'albero di uscita, ottenendo così un rapporto 1:1 (presa diretta)




Visto dal punto di vista dell'autista, ci sono due tipi di leva del cambio:
(1) H affiancate (si aziona il riduttore epicicloidale con lo schiaffo)
(2) H sovrapposte (si aziona il riduttore epicicloidale con la levetta)



(1)
Immagine

(2)
Immagine


c'è da dire che ormai, con le potenze attuali 16 marce iniziano ad essere troppe, e si sta passando a scatole di 12 rapporti
Piergigio ha scritto:

Per esempio...parto con il camion in 2 e vado fino alla 4. In questo modo sono sulla prima H, quella delle marce lente. Poi per passare alle marce successive dalla 4 porto il cambio in folle, do lo "schiaffo" a destra e innesto la 5. In questo modo sono passato sull'altra H, quella delle marce veloci.
E così via fino all' ottava e viceversa.
Una volta fatta la mano i movimenti sono più automatici e usando anche lo splitter si possono saltare le marce senza passarsele tutte.


a tal proposito...
con i veicoli moderni le marce si saltano in abbondanza, anzi, la cosa se fatta con intelligenza diminuisce i consumi.
Per esempio su un 450 e dintorni, senza forzare il motore fai tranquillamente 2L-4L-5L-6L-7L-8L
oltre i 500cv, sempre senza stressare ti puoi permettere anche 3C-5C-6L-7L ecc....







[tutti gli schemi sono di proprità ZF-ITALIA]

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per cambiare praticamente se tu sei in 3C per esempio, e vuoi passare in 4L, sollevi lo splitter senza toccare la frizione (la marcia che resta innestata è la 3C), a questo punto premi la frizione e sposti la leva i quarta, al rilascio della frizione la marcia innestata sarà la 4L

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Twin Spark ha scritto:
Ma il termine "schiaffo", è di uso comune, o l' ha inventato qualche "professre tuttologo"?
Inoltre volevo sapere se il cambio automatizzato a 12 marce as tronic, è basato sull' unitàa 6 marce con splitter, o se è una scatola sviluppata apposta.



l termine "schiaffo" l'ho sempre sentito, ma non è nulla di tecnico.


Lo ZF AS-Tronic è disponibile sia 16 che 12 marce, e a differenza dei "manuali" della gamma ZF ha 2 contralberi e i denti dritti, quindi non può essere derivato dal 6 marce, anche perchè, per quanto ne so, ha una coppia d'entrata sensibilmente piùbassa.

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Freno motore a decompressione

Scritto da THE CROW, 14/03/2009, 21:38

Pubblicato su TRUCK WORLD AREA TECNICA | Risposte: 11 - Visite: 3017 - Letto

Il freno motore "classico" e più semplice (oltre che meno efficace) taglia la mandata di combustibile (quindi si parla principalmente di motori diesel-accensione per compressione) e strozza lo scarico.
Quindi quando il pistone risale dal PMI (punto morto inferiore - quindi quando nel cilindro vi è il massimo volume) al PMS (punto morto superiore - quando il pistone è nel punto più vicino alla testata) comprime l'aria (assorbendo quindi energia - [nel ciclo attivo questa sarebbe la compressione che precede l'iniezione]) e rallentando il veicolo. Ad ogni modo l'aria che viene compressa ovviamente tende ad espandersi, e quindi restituisce in parte la sua energia al pistone che ridiscende spinto anche da questa pressione.
Per rendere più efficiente il rallentamento, l'obiettivo era quello di scaricare quest'aria compressa prima che il pistone iniziasse la sua corsa di discesa da PMS a PMI.
Uno dei primi (o la prima?Suspect ) a sviluppare un sistema che permettesse ciò fu la Jacobs Vehicle Systems, che lo brevettò con il famoso nome di Jake Brake.
Il suo funzionamento è simile al ITB (IVECO TURBO BRAKE - freno motore potenziato utilizzato dai motori CURSOR IVECO) che è spiegato nel seguente link, dove vi è pure uno schema commentato con l'animazione:


http://www.iveco.com/it-it/Products/pages/pro%20-%20cvh%20-%20stra%20as%20-%20dri%20-%20mot%20-%20fr.aspx

In questo caso è presente un lobo sull'asse a camme che agisce solo quando il freno motore viene utilizzato, grazie all'azione idraulica che agisce sulla punteria; il sistema non necessita di alberi a camme o valvole aggiuntivi.
Per ottenere lo stesso risultato alcune case utilizzano invece un (secondo o) terzo [volvo] albero a camme, oppure una piccola valvola il cui suo unico scopo è quello di permettere lo sfiato quando il freno motore viene azionato.
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per azionare il freno motore nella storia ci sono stati molti metodi. Il "bottone" da premere a pavimento era molto diffuso.

Nelle macchine odierne non c'è una linea comune dei vari costruttori, ma tutti o quasi, di serie o su richiesta, ne permettono l'azionamento con la prima parte della corsa del pedale del freno.
Per chi adotta anche (in realtà è la scelta preferita al momento) la levetta sul piantone (subito dietro il volante), il freno motore può facilmente essere azionato con la mano destra (sinistra sui renault) senza staccare le mani dal volante. Se presente anche il rallentatore (quasi tutti idraulici) il primo "scatto" di questa levetta aziona il freno motore poi ,con potenza crescente, si attiva il ralletatore con i 4 o 5 scatti successivi. Credo (e sottolineo credo) solo la Mercedes sia in controcorrente, perchè sull'ultima serie Actros mp3 avviene il viceversa, ovvero i primi scatti azionano il rallentatore idraulico, e l'ultimo invece aziona il freno motore. Quest'ultima scelta, a mio giudizio può essere vantaggiosa ai fini della durata del propulsore.

Volvo lo attiva anche con la pressione sul pedale del freno e con leva alla destra del volante.


ironduck ha scritto:
Sul Premium che uso io (420 dci del 2003 ) che ha il retarder, il freno motore entra in funzione solo quando usi l'ultima tacca...quindi quasi mai. Comunque , oltre che dal rumore te ne accorgi dalla spia blu che si accende in fondo al contagiri. Confermo la levetta a sinistra del volante.